Non buttare via soldi: le prese standby rubano energia senza che tu lo sappia

Un silenzio elettrico, quasi impercettibile, avvolge molte case italiane. È il silenzio dei dispositivi in standby, una condizione apparentemente innocua che, tuttavia, ha un costo energetico concreto. Chi ha mai riflettuto sul consumo di una televisione spenta dal telecomando, di un caricabatterie lasciato nella presa, o di una stampante che attende l’ordine di stampa. L’idea diffusa è che un apparecchio spento non consumi, ma la realtà è ben diversa. Un filamento sottile di energia continua a fluire, un assorbimento costante che, per quanto ridotto sul singolo apparecchio, diviene significativo quando moltiplichiamo per tutti i dispositivi presenti in un’abitazione media. Non è una questione di disattenzione, ma spesso di mancanza di piena consapevolezza su comportamenti consolidati che, nel tempo, portano a un aggravio delle spese.

I consumi celati degli apparecchi in veglia

Quando un elettrodomestico rimane collegato alla presa, anche se spento tramite l’apposito tasto o dal telecomando, continua quasi sempre ad assorbire una quantità minima di energia. Questo fenomeno è comunemente chiamato “consumo fantasma” o “standby”. Non si tratta di valori elevatissimi per un singolo apparecchio; alcuni studi indicano che l’assorbimento in standby può essere inferiore a un watt per dispositivo, a volte persino a 0,03 watt.

Una cifra che, presa singolarmente, può sembrare irrilevante. Tuttavia, le abitazioni moderne sono ricche di elettronica: televisori, decoder, console per videogiochi, computer, stampanti, forni a microonde con orologio digitale, lavatrici dotate di display e caricabatterie per smartphone. Se sommiamo il consumo di tutti questi apparecchi, l’ammontare annuale diventa ben più rilevante. Si creano così delle perdite energetiche che si accumulano mese dopo mese, contribuendo a un aumento della bolletta senza che il reale utilizzo giustifichi tale spesa. È un aspetto che sfugge a chi vive in città, abituato a una connettività costante e a un gran numero di apparecchi sempre pronti all’uso. Molti cittadini, ad esempio, non considerano la ripercussione sul totale annuale degli alimentatori di cellulari e tablet lasciati eternamente nella presa.

Le abitudini abituali e la dispersione energetica

Basta guardarsi intorno per comprendere l’ampiezza delle fonti di questo consumo silenzioso. Il frigorifero è un apparecchio che lavora costantemente, ma ci sono molti altri dispositivi che attendono in “modalità veglia”. La lucina rossa del televisore spento non è un semplice segnale visivo: indica che l’apparecchio è pronto a essere riattivato in qualsiasi momento, mantenendo attive alcune sue componenti interne. Lo stesso vale per i decoder di qualsivoglia tipo, che spesso rimangono accesi per consentire aggiornamenti software o per registrare programmi. Anche i modem Wi-Fi e i router, indispensabili per la connessione internet, sono concepiti per rimanere sempre attivi, assorbendo energia 24 ore su 24. Questi sono solo alcuni esempi di A la modernità e la comodità si traducano in un costante, seppur minimale, prelievo energetico. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno, quando l’aggiunta di riscaldamento elettrico aumenta ulteriormente i consumi complessivi. La consapevolezza di questi assorbimenti permette di adottare accorgimenti senza rinunciare al comfort, ma semplicemente modificando alcune pratiche consolidate.

Azioni concrete per contenere gli sprechi

Considerando l’ammontare di apparecchi elettronici nelle case, intervenire sul consumo in standby può generare un contenimento significativo delle spese. La soluzione più diretta consiste nel disconnettere fisicamente i dispositivi dalla presa quando non vengono utilizzati per lunghi periodi. Per facilitare questa operazione, è possibile ricorrere a multiprese con interruttore. Queste consentono di spegnere più apparecchi contemporaneamente, tagliando del tutto l’alimentazione con un’unica azione. Un’altra pratica utile è quella di scollegare i caricabatterie una volta che il dispositivo è completamente carico, evitandone l’assorbimento a vuoto. Questo accorgimento è particolarmente efficace in ambienti dove spesso i caricabatterie restano attaccati alla presa anche senza alcun dispositivo collegato. In diverse città italiane, cresce l’attenzione verso queste tematiche, promuovendo campagne di sensibilizzazione sull’importanza di una gestione più oculata dell’energia. È una tendenza che molti italiani stanno già osservando: piccoli cambiamenti nelle consuetudini quotidiane possono riflettersi in un minore dispendio economico e in un uso più consapevole delle risorse.